lunedì 31 ottobre 2011

Amanti dei cani in vacanza invernale, una categoria in crescita.


Oramai si assimila il problema dei cani al problema dei bambini in molte strutture ricettive, aiuta la lungimiranza di chi vive il turismo.

Certamente chi abbia dei bambini penserà non una ma dieci volte a quale possa essere il proprio target vacanziero in quanto il benessere dei figli viene prima di tutto anche in vacanza.
IN qualche modo è simile il discorso anche per chi abbia un animale domestico perchè sappiamo a quali livelli di affetto possa giungere il rapporto tra animale a padrone; per questo discorso, però, insorge qualche problema in più.
Non tutti gli Hotels vogliono animali ma iniziano ad esserci delle eccezioni in quanto il segmento di mercato dei cinofili e di altri amanti di animali è un segmento ampio ed in crescita.
Relativamente alla Valle d’Aosta le cose si sono mosse abbastanza bene perchè sono recensiti parecchi Alberghi ad Aosta città (e zone limitrofe montane) che ammettono gli animali.
Una città come Aosta che non è certo grande ma rispetto ad altre città maggiori o più “di cultura metropolitana” non ci sono dubbi che la ricettività del turismo cinofilo e animalista sia migliore.
Non mancano anche altrove nella “Vallè” le strutture ad hoc per cani ed animali; è noto che la Valle d’Aosta rimane una regione montana per cui non è certo un problema per il valdostano ammettere il concetto dell’animale.
Attenzione, però, ai dettagli perchè l’hotel pone dei prerequisiti al proprietario dell’animale. Alcuni Hotels accettano solo alcune tipologie di cani, magari in merito alle dimensioni; è molto più facile che sia accettato il cane di piccola e media taglia. Sicuramente si richiede che l’animale sia educato e sorvegliato dal proprietario con i giusti ausilii.
Ovviamente in questo caso sono i proprietari a dovere mediare con le proprie abitudini che, spesso, sono legate più all’affettività che alla realtà. Non si può pretendere che il cane venga ammesso al ristorante e se pure non ci siano problemi alla permanenza in camera le cose cambiano, ovviamente, per gli spazi comuni.


venerdì 28 ottobre 2011

Non solo turismo ma anche meetings


Quando una regione si rende nota per le sue qualità parte un volano di attività parallele.

Il turismo è una delle risorse principali di alcune regioni italiane note al grande pubblico, spesso però il gran numero di alberghi e strutture ricettive nella zona di Aosta e nella regione in generale cercano anche altre fette di mercato.
Una fetta sostanziosa di visitatori è composta dai viaggiatori per lavoro o per occasioni quali Fiere ed Eventi di ogni genere, tra cui eventi ad elevato interesse sociale.
Cade “a fagiolo” la notizia, resa nota all’inizio di Ottobre, della organizzazione di un grosso evento ENDAS proprio in Valle d’Aosta: nello specifico occorre informare il pubblico degli appassionati di sport amatoriale e di associazionismo ad esso correlato che questo evento avrà rilevanza nazionale.
Infatti è stato comunicato che L'ENDAS Nazionale organizza per l'11, 12 e 13 novembre 2011 una manifestazione sportiva nazionale che avrà luogo nei comuni di Arvier e Courmayeur.
Tale manifestazione sportiva nazionale, denominata 'Meeting Valle d'Aosta', che avrà luogo nei summenzionati comuni farà conoscere alla gioventù ed alle istituzioni sociali la possibilità si fare dello sport un momento educativo e di integrazione nel percorso scolastico o di amicizia che i ragazzi hanno nella loro vita. Lo sport quindi come formazione e come educazione fisica ma anche come socialità o, come si soleva dire in passato, come socializzazione.
L'iniziativa è aperta a tutte le A.S.D. affiliate all'ENDAS e siccome si tratta di una manifestazione a respiro nazionale ci sarà sicuramente un ampio afflusso di comitive di sportivi e di famiglie ma anche di funzionari e volontari di questo mondo associativo.
Per questo siamo sicuri che il sistema di ricezione organizzato con alberghi convenzionati in tutta la Valle d’Aosta e nel capoluogo aostano funzionerà e renderà un servizio di ospitalità ma anche di buona promozione del territorio valdostano.
Ne trarranno beneficio anche e soprattutto i luoghi di ristorazione che faranno conoscere agli amici dell’ENDAS la propria cucina storica e locale.



Il cliente è sempre più il jolly del sistema turismo.












Il turismo è uno dei campi che preveda una competenza ed un’esperienza di livello, oltre che la buona volontà di imparare e di ascoltare.

Come sono ad Aosta gli Alberghi? Sembra una domanda da Cruciverba ma la realtà è che questo tipo di domande vanno fatte nei meeting sul turismo e sulla pianificazione economica regionale con relativi investimenti.
Una delle battaglie più note agli esercenti ed agli investitori è proprio la battaglia per anticipare mode e tendenze ma anche per incontrare i favori del grosso pubblico di turisti e viaggiatori.
Standards di consumo medio-alti a livello di ristorazione ed esigenze di logistica non di poco conto le fanno da padroni quando si parla della ricezione in Aosta relativamente agli Alberghi. Il livello rimane alto anche nelle relative zone montuose della regione che vanta un turismo molto sviluppato e di affezionati alle offerte di questa singolare e particolarissima area geografica.
Ora sappiamo che le variabili del gradimento possono essere tante ma si afferma sempre di più un turismo soggetto a onde di concorrenza e variabilità tali da rendere gli esercenti non più semplici soggetti erogatori di servizi ma veri e propri tecnici del settore.
Forse è proprio vero che l’economia moderna del turismo non possa essere soggetta ad una “Fuzzy Logic” ma, in misura maggiore di prima, debba essere pianificata con dei veri r propri piani di intervento corredati da studi settoriali e sondaggi. Sembra quasi di avere a che fare con la politica e le sue dinamiche non sempre spontanee ma il mercato non è dissimile dalla politica: non si improvvisa e questo lo sanno tutti.
Di proprio tornano di prepotenza, nelle analisi di settore come quelle riguardanti il turismo valdostano, gli studi sinergici di: geografia umana e del territorio, storia, tradizioni popolari e ristorazione.
Questo perchè l’offerta al turista non può esimersi da una certa specializzazione su gusti e desideri di un certo tipo di pubblico,ad esempio quello attento ai dettagli sul folklore e sulla specificità delle tradizioni popolari.





lunedì 24 ottobre 2011

Scoprire Valtournenche e rimanere stupiti.

IN Valle d’Aosta non mancano le novità: nuove località che emergono e che crescono offrendo sempre bellissimi servizi.




Quando si giunge nei pressi del Cervino si rimane stupiti dalla bellezza e dalla maestosità di questi luoghi così caratteristici e di fascino eterno; eterno come la montagna che rimane immota a guardare gli uomini e le epoche.
Ma se analizziamo la gloriosa storia degli uomini che amavano ed esploravano la montagna non possiamo ignorare posti come Valtournenche che si trova a 1524 metri di altitudine, un vero paese di alta montagna molto caratteristico e particolare. Qui sono nate le più celebri Guide del Cervino, delle quali si trova memoria in una lapide posta nella piazza principale del paese, in questo paese ha luogo, quindi, un pezzo di memoria dell’Alpinismo italiano.
Sicuramente molte località si affacciano da territori pianeggianti in forma di altipiani affacciati sulla Valtournenche, in queste località primeggia il turismo invernale e sciistico. Sullo sfondo di questo territorio si staglia imponente il monte Cervino alla cui base rimane l’area di Breuil-Cervinia che offre uno dei comprensori sciistici più vasti delle Alpi; parliamo di uno dei posti più famosi e storici del turismo italiano in Europa.
Ma non si può ignorare la cultura alpinistica che il Cervino e quindi Valtournenche hanno fatto sedimentare fino a rendere questo territorio montano quasi il simbolo dell’alpinismo e delle sue eroiche personalità, alcune ancora viventi.
L’Alpinismo qui è molto radicato perchè già in tempi passati non sfuggivano le molteplici particolarità della zona in primis il Lago Blu detto “Topazio” in quanto il suo colore blu intenso è assolutamente da illustrazione;la caratteristica di questo luogo è di essere incastrato nella conca del Breuil. Se lo osserviamo nei momenti giusti e con il giusto colore di cielo e di illuminazione noteremo lo specchiarsi della sagoma montuosa del Cervino. Ovunque, però, possiamo ammirare laghi e relativi specchi d’acqua molto suggestivi; per questo la località assume un valore unico nel suo genere.

venerdì 14 ottobre 2011

Le Terme di Saint Didier: nulla da invidiare a nessuno e i fatti lo dimostrano.

Nella regione Valle d’Aosta si sta affermando anche un flusso di affezionati che si sono accorti della peculiarità delle terme ivi presenti.




Le Terme sono un sogno per molti Italiani e le statistiche dimostrano che i nostri connazionali, nonostante tale pratica di benessere non fosse mai stata “di massa”, stanno riscoprendo il piacere dello star bene con i mezzi di Madre Natura. Le Terme sono un mezzo per stare meglio e la Valle d’Aosta non è rimasta indietro perchè si attesta una crescente notorietà per la località di Prè Saint Didier, vicino La Thuile. Prè Saint Didier, infatti, è famosa per le terme ed è questa combinazione di acque termali con la montagna ed i paesaggi alpini a farne una meta speciale e di peculiarità notevoli. Non è da tutti poter dire di farsi delle sedute termali per poi essere pronti con gli sci ai piedi; ma in cosa consiste la qualità delle Terme di Saint Didiere?
Le acque calde a Saint-Didier sgorgano dal cuore della montagna alla temperatura di circa 37 C° a composizione salino acidulo arsenico ferruginosa e moderatamente radioattiva. Questa composizione si arriscchisce di di silici, acidi arsenicali, ossido di ferro, carbonato di calcio.
Questa composizione, oltre a garantire un opportuno relax muscolare e dei tessuti, garantisce un’azione di ampio valore tonico-ricostituente. Non per nulla sono amate dagli sportivi perchè essi, dopo una giornata di forti emozioni e di evoluzioni sciistiche o escursioni, si calano in calde vasche e si tonificano rilassandosi con naturalezza e provando benessere in uno scenario speciale che comprende le nevi a pochi metri dall’acqua calda gorgogliante.
Questa specialità era nota sin dai tempi antichi e infatti, come di abitudine, i Romani già costituivano un nucleo di visitatori per questi motivi, ma nei secoli la cultura termale rimase fino a giungere ai tempi di oggi e quindi al rilancio turistico delle terme d’Alta Montagna.La risposta è buona e molte sono le persone che tornano con piacere a gustare questo mix quasi introvabile di servizi.

LA Thuile nella storia: una sintesi gallo-romana che ricorre nello scenario dell’arco Alpino.

L’arco Alpino è un naturale concatenamento di popoli e di storie diverse che creano un’epopea le cui tracce ci affascinano ancora oggi.




Come ben sappiamo il territorio di La Thuile, nella storia antica non era ignoto ma, al contrario, era ben conosciuto come “Vallis Digna”. IL nome romano ci rimanda a qualcosa di importante e di “fortunato”:infatti è noto che questo territorio non era disabitato ma abitato e ben sfruttato.
 Antiche popolazioni come i Salassi (probabilmente di origine mista celtica e ligure) vi lavoravano usando una buona agricoltura e facendo della ottima caccia e pesca. L’economia dell’area era già ricca in quanto sono attestate fonti che ci riportano ad un fiorente commercio tra i due versanti delle Alpi e quindi ad una presenza di argento, oro, rame ed altri minerali estratti dalle numerose miniere. Non mancava la cacciagione e la carne di orso che allora aveva un buon valore in quanto energetica e di facile reperibilità data la folta presenza di questi mammiferi. In cambio di questi prodotti giungeva il sale dalle Gallie, un minerale che allora valeva quasi quanto l’oro e l’argento. Per queste ragioni il territorio assunse un’ importanza politica notevole in epoca romana: perchè garantiva il passaggio strategico di uomini e merci ed infatti il famoso Giulio Cesare usò la vallata dell’attuale comprensorio di La Thuile per far passare il suo potente esercito in direzione della Francia, allora Gallia.
Già allora i valligiani erano stati assoggettati con dure battaglie dai Romani i quali furono costretti a risalire le montagne per dare la caccia ai Salassi ribelli, un volta assassinato Cesare. Non per nulla lo stesso Bruto cercò rifugio proprio in questa zona,per fuggire ancora più a nord, nonostante la cospicua “tangente” che dovette pagare per ricevere il diritto  al passaggio dai furbi valligiani.Per questo la vendetta romana non tardò a colpire e definitivamente. Ma da allora iniziava un’altra storia: la storia di due popoli che si fusero con il rito della cittadinanza concessa anche agli autoctoni. Da allora nacque una speciale sintesi culturale e linguistica le cui tracce ricorrono anche oggi.

giovedì 13 ottobre 2011

Esperienze nuove nel turismo: per riscoprire Regioni e luoghi tra i più caratteristici d’Italia.

Non bastano i molti Hotels in una regione come la Valle d’Aosta, esistono altre soluzioni che spesso non si valutano per pigrizia: in questo impariamo dagli stranieri.


Gli analisti come Beppe Severgnini, il preparato ed abile giornalista che scrive la rubrica “Italians” sul Corriere della Sera ha una dote sopra tutte: la finezza analitica. Il Sig Severgnini non si fa sfuggire nulla sui vizi e le virtù degli Italiani in patria come all’estero e questo fa il palio con la sua esperienza di italiano ben integrato nel mondo internazionale cosìdetto “civile” e moderno; per questa ragione si possono usare le sue cronache per agire sul fenomeno del turismo in tutto il mondo e comprendere come mai alcune tendenze di paesi stranieri siano ancora poco diffuse in Italia. Perchè gli Italiani sono pigri e conservatori di natura e spesso non viaggiano se non in condizioni di totale assistenzialismo, come ci illustra il Severgnini in varie disamine sui micidiali personaggi che arrivano a  rubacchiare sapone, saponette, asciugamani o altri accessori di Hotels come se fossero prede di guerra.
Le regioni confinarie come la Valle d’Aosta fanno un pò eccezione per usi e costumi non tanto in quanto “insufficientemente italiane” come può pensare qualche pregiudizio esotico ma perchè in quelle regioni sono stati obbligati ad agire con una cultura della ricettività turistica innovativa ed in linea con altre nazioni che hanno fornito buona parte del turismo di qualità.
Prendiamo i Residence in zona Aosta e nel resto della regione: essi sono una perla dell’innovazione come servizi ed efficienza ma nella tradizione del normale Residence ben costruito a regola d’arte per essere parte di un paesaggio bello, naturale, armonioso. Poi c’è la sfida per portare gli Italiani sul piano non dell’assistenzialismo consumistico ma sul piano della vacanza  di escursione e di “self made”; il primo obbiettivo è di sviluppare un tessuto connettivo di negozi e market dove si possano reperire cibarie, bevande, merci utili per stare dei giorni in una sistemazione che abbia forniture adatte per stare come a casa propria. All’estero questa cultura non è una novità.

La capacità di accoglienza di una Regione è modulata sui gusti degli ospiti.

Il turismo si sta sviluppando in direzioni molteplici, in linea con standards europei che vedono varie scelte di vita e di ospitalità.


In Valle d’Aosta si sono affermate tipologie di turismo attento e responsabile,forse, anzi sicuramente, per via delle positive influenze culturali estere e per le contaminazioni di nazioni civili confinarie. Tali nazioni sono state propulsive di una forte concorrenza sul piano del turismo e questo è un fattore da cui si sono appresi vari elementi di guida in termini di tendenze europee al turismo “glamour” o “responsabile”. Vediamo il dato dei campeggi ad esempio: i campeggi per l’amministrazione di Aosta e quindi per tutto il blocco della Valle d’Aosta non sono un concetto di sorpresa ma una naturale espressione di vitalità di un territorio che non si può sfruttare come se si trattasse di una città o di un’area metropolitana. Tutti sanno che i Valdostani si confrontano con terre come la Svizzera, la Germania, le Alpi Francesi e quindi con zone di antico turismo elitario e iper regolamentato da leggi e divieti e quindi da un sistema che ha permesso solo costruzioni compatibili e fonti energetiche rinnovabili in molti comprensori montani e fluviali. Non si è mai concepito il turismo di massa e la cementificazione quanto, piuttosto, il turismo che esplora la natura inserendosi nella natura medesima. Ecco perchè i Valdostani non hanno avuto alcuna difficoltà ad affrontare questa concorrenza con i propri campeggi attrezzati, composti da aree per Campers ma anche da costruzioni fisse come i Bungalow o i “Cabin” (come li chiamano gli anglosassoni) in legno e quindi perfettamente integrati con l’elemento naturale delle montagne che è la foresta che avanza e non il disboscamento per far posto a cemento e alberghi in stile balneare.
Vi sono scelte veramente confortevoli anche per l’Inverno dove il calore di uno chalet in legno è impareggiabile.
IL bello della regione è questo: che si può scegliere in tutte le stagioni seguendo il proprio istinto e gusto.

sabato 8 ottobre 2011

LA Valle d’Aosta e le sue molte varianti paesaggistiche e sportive.


Lo sci di fondo non è mai emerso, in Italia, a causa di una cultura non completa del fenomeno sportivo invernale; ripartire e migliorare si può proprio seguendo l’esempio di regioni d’eccezione.

La Valle d'Aosta, va detto per onore di verità, è dotata di 138 splendide piste per lo sci nordico e di fondo per un totale di quasi 400 km con un innevamento assolutamente naturale e compatto proprio per permettere un’esperienza sportiva a regola d’arte.
IN questo caso è necessario garantire lo scivolamento giusto che permetta la classica pattinatura con gli appositi sci di fondo senza il rischio di impantanarsi o di affondare nella neve fresca.
Ricordiamo inoltre che le strutture ricettive e tutti gli alberghi da Aosta a tutti i comprensori montani e valligiani valdostani dispongono di mappe dettagliate con tutti i percorsi regolamentati e segnalati con tutti i dati disponibili per comprendere il tipo di pattinatura richiesto e la difficoltà che caratterizza la pista scelta.
Diverse stazioni dispongono anche di Foyer de fond con locali per la sosta e quindi parliamo di spogliatoi riscaldati, docce ed altri servizi.E’ invalsa ormai l’abitudine di non accedere alle varie piste con i biglietti giornalieri che, in ogni caso, variano da costi di 3 a 6 euro ma di prendere i carnet da 70 euro che permettono lo ski pass stagionale per tutta la regione autonoma Valle d’Aosta. Ovviamente questo è un consiglio diffuso tra i professionisti e gli sportivi provetti che percorrono da mane a sera tutte le piste possibili in scioltezza.
Altri sono meno indefessi e magari preferiscono percorsi meno impegnativi o itinerari anche adatti a principianti. Ma occorre ricordare che vi sono itinerari che ci permetton di ammirare scenari da cartolina in ambienti selvaggi dove è presente e visibile anche la fauna selvatica. Anche per questo tipo di interesse il personale degli alberghi in Valle d’Aosta è ben preparato a fornire indicazioni utili. Come anche sapranno indicare, per i meno disinvolti con gli sci, dei percorsi pedestri per escursioni naturalistiche.

IL fondismo come alternativa allo sci di velocità.


Sciare è un piacere legato anche al godimento di paesaggi speciali senza l’assillo della velocità a tutti i costi.

Quando capiti negli alberghi giusti, magari proprio in zone valligiane fuori Aosta, dove il turismo della montagna è ampio e variegato, il personale qualificato che vive il turismo dalla parte del turista e dello sportivo è il migliore informatore e alleato per comprendere bene cosa sia giusto fare per dare contenuto ad una vacanza diversa e specializzata.
UN consiglio che un buon operatore turistico può dare è quello di approcciare a esperienze diverse relativamente allo sport sciistico ed in specifico un buon operatore si rende conto anche delle qualità e degli eventuali interessi del proprio interlocutore. Lo sciatore non è solo uno che si mette gli sci ai piadi e si lancia per le piste con velocità e destrezza ma può anche essere uno sportivo serio e consapevole che ama la natura ed i paesaggi e che vuole fare sport per mettersi alla prova fisicamente e faticare con lo sci di fondo.
Lo sci di fondo è faticoso come se si trattasse della Maratona, perchè garantisce un impegno fisico costante nel tempo e una condizione fisica assolutamente da non improvvisare. Però permette le stesse soddisfazione che permetterebbe il ciclismo se condotto in modo sano e non per produrre velocità e competizione esasperata.
LA Valle d’Aosta, proprio per questo, non è un luogo qualsiasi ma è il luogo del turismo di qualità dove piste per intenditori come le note Alta Valle GS.Bernardo Saint-Oyen / Saint-Rhémy o come la Antey/Saint André regalano veramete un panorama unico in Europa ed oltre. Su queste piste non si può non sperimentare la propria condizione atletica con una tornata di sci di fondo impegnativa ma, in fondo, rilassante in quanto concede la giusta velocità e concentrazione ma anche quel senso di possesso del fondo nevoso e quindi della terra che ci fanno tornare a pensieri ancestrali.

venerdì 7 ottobre 2011

IL turismo di qualità si esprime in regioni come la Valle d'Aosta


Per non perdere tempo in giri strani ed in luoghi non convenzionali: quello che abbiamo in casa e che non conosciamo aspetta solo di confermare ciò che nessuno può negare.

Esiste un turismo enogastronomico che non si può ignorare in alcun modo ed è una voce in crescita del turismo italiano ma anche del turismo estero in cerca di emozioni e di gusti. Emozioni? Si perchè un gusto pregevole non è un dettaglio qualsiasi ma è il dettaglio che rende una giornata ed una vacanza degna di ricordi.
Alcune volte si va in posti che piacciono ma, a meno che non succeda qualcosa di rilevante e di interessante, non ci ricordiamo poi molto di ciò che è stata la nostra permanenza in loco anzi, non ci ricordiamo molto. Tali luoghi sono asfittici e poco significativi mentre, invece, un luogo dove si mangia veramente bene o con sapori particolari e piacevoli rimane impresso e ci sembra più bello, più ospitale, più simpatico.
Ora sempre più persone si recano negli Hotel ad Aosta e, più in generale, nelle zone montane della Valle, per gustare dei cibi e non ci sembra indelicato dire che questo turismo è il turismo della qualità e del benessere che scopre e valorizza strutture alberghiere moderne di concezione, professionali come formazione e come operatività ma anche valide per come si muovono in cucina. Gli hotels sono luoghi non di sosta o semplice stasi ma stazioni di movimento e di godimento e non si escludono le ricette locali dal carnet di piaceri e di offerte che un turista non si esime dal gustare, provando piaceri assolutamente di prima qualità. La regione Valdostana è una regione “folkish” da questo punto di vista e la sua peculiarità non può passare inosservata anche riguardo a ciò che si mangia come i mitici panzerotti alla marmellata caldi, oppure come la mitologica combinazione di filetti di trota arrostita con una fetta di prosciutto e fontina nonché la ben nota fonduta valdostana che nulla ha da invidiare alle altre fondute del Nord Italia.